mercoledì 31 agosto 2011

Bellezza e fatica.. la savana

Rovi e sabbia. Spine e polvere. Sole e terra rossa. Eccoci ad Heka.
La savana ci ha accolto nel migliore dei modi, con un tramonto mozzafiato. Dopo 11 ore di viaggio ci siamo inoltrate in questa giungla di spine con alle spalle una palla rossa gigantesca che piano piano si tuffava nella terra.
Questo posto è speciale. Ci è entrato nel cuore. Quello che colpisce di questo posto è la crudezza della vita: la gente si trova in condizioni di sopravvivenza.. distanze immense da percorrere per trovare dell'acqua e per poi centillinarla, la povertà della terra che non dà quasi alcun frutto, la polvere che copre costantemente il volto di bimbi, adulti e anziani. Qui c'è l'interesse contraddittorio ad apparire ricchi, ma a vivere nella povertà; il solo fatto di possedere mandrie di vacche o capre è segno di agio, ma pur di avere questo vivono in condizioni di estrema miseria.
La savana ci aspetta

GiuFra

venerdì 26 agosto 2011

Boing Boing

Boing boing boing..
Basterebbe questo. Ma approfondiamo.
Ieri siamo andate in un villaggio sperduto in mezzo ai monti che circondano Morogoro. La cosa di cui ci piace scrivere non è la meta, non è neanche il luogo in sè.. è la strada. La strada intesa come sabbia, terra rossa, sassi, sterpaglia, sole, nuvole.. ma anche la strada intesa come fatica.
E' stato un piacevole incubo arrivare fin lassù: una strada veramente improbabile. saltavamo come se fossimo sedute su tappeti elastici; ora come ora è difficle ricordare un tratto continuo di piano, era un susseguirsi di buche (e per buche si intentdono crateri di dimensioni cosmiche), pietroni abnormi, salite e discese continue. (Ovviamente l'asfalto era solo un ricordo lontano).
Tutto questo circondato da paesaggi splendidi. Alberi imponenti, arbusti secchi e quasi indisponenti e montagne sinuose come sfondo.
Si parlava di fatica... durante la strada (quasi un'ora e mezza per 20 km) abbiamo incrociato e incontrato molti uomini e ragazzi che con le loro biciclette trainate a mano trasportavano materiali di ogni tipo; donne che a piedi portavano pesi enormi sulla testa e i loro bimbi sulla schiena; bimbi e bimbe che, sempre a piedi, percorrevano queste distanze per tornare da scuola o che portavano le mandrie al pascolo.
Ovviamente le riflessioni sulla fatica sono state molteplici. Inutile parlare dei paragoni che sorgono spontanei.

GiuFra

mercoledì 24 agosto 2011

Soko

Affascinante.
Colorato.
Rilassato, ma caotico.
Gli odori sono inconfondibili..  Frutta, verdura, spezie, riso, pesciolini, fango (da mangiare), noccioline..
Il mercato è qualcosa di unico. Lì freme la vita, quella vera. Gente che vende e gente che compra. Si urla, si contratta, si sorride, ci si racconta, si passano lì probabilmente molte ore della giornata.
Ciò che ci colpisce è l'incredibile staticità delle piramidi di arance o di avocadi o di cipolle o di chicchessia.. in un contesto che sembra così instabile.
Andare al mercato ha sempre un impatto importante e ogni mercato ha un'anima a sè, differente dagli altri in qualcosa di magari insignificante, ma che lo rende unico.
Passeggiare in stretti viottoli di terra, schivando bimbi, donnoni, biciclette e chinando la testa ogni tre metri per evitare tetti improvvisati creati con sacchi di farina o pezzi di giornale.. è un'impresa ardua ma divertente.
Essere con Fr. Nasson ci ha evitato due o tre matrimoni a testa. Le wazungu sono molto contese :)
Gli sguardi della gente a volte ci fanno sentire diverse (come forse è giusto che sia) e estranee a questo mondo, ma spesso anche accolte e ben volute. Incontrare questi  sguardi è un po' come entrare nella loro Africa più vera, più reale.
Insomma, il mercato è un'esperienza senza la quale non comprenderemmo molte verità.
La quotidianità è importante.

GiuFra



Pika Picha


Il Koala e l'Eucalipto

Watoto chekechea!!  eccoci all'asilo.
L'impatto è stato forte. Al nostro arrivo i bimbi erano accucciati sotto un albero.. usando la terra come quaderni stavano imparando l'alfabeto. E' stato splendido vedere come la terra fosse diventata un grande foglio. C'era un senso di pace assoluto. un'obbedienza alla maestra invidiabile... ma tutti i bimbi, appena siamo arrivate noi wasungu, uno alla volta, sollevavano lo sguardo furbetto cercando di studiare questi strani esseri bianchi.
All'inizio, in questa semi atmosfera di calma, ci sentivamo quasi fuori luogo. Non sapevamo molto che fare o come comportarci.. ci sentivamo un po' di troppo!
Poi.... si è scatenato l'inferno!! basta che la confidenza diventi minima e questi bimbi si attaccano come il koala all'eucalipto (...). Da quel momento GiuFra  è stata sommersa nel vero senso della parola. Non crediamo si vedesse un solo pezzo di noi dal di fuori. Ci siamo rese conto che due mani sono davvero poche. Erano contese come l'eucalipto dai koala (...). Ci saltavano addosso da tutte le parti. eccezionale!
è stato affascinante vedere come alcuni di loro studiassero le nostre mani.. le prendevano proprio fra le loro e le accherazzavano, le analizzavano centimetro per centimetro. bello.
Probabilmente quello che ci è più rimasto sono i loro occhi. occhi realmente pieni di vita, occhi alla ricerca, occhi curiosi, occhi felici..
Ad un certo punto ci siamo sedute.. non l'avessimo mai fatto!! probabilmente avevamo dieci bambini a testa in braccio.. altri dieci attaccati alle mani e altri dieci dietro che ci "pettinavano": ci lisciavano allegramente i capelli o ci facevano improbabili treccine con le loro manine pulite..  :D
E' stata una mattinata intensa, faticosa, ma bella..molto bella.

Sempre da Morogoro

GiuFra

domenica 21 agosto 2011

Una nuova prospettiva su Dar

Breve racconto di una giornata a Dar. Giornata particolare, perchè diversa. Diciamo da una prospettiva diversa.
Posizioniamo il racconto:  venerdì 19 agosto, GiuFra a piedi per Dar Es Salaam.
Ci piace l'idea di raccontare questa giornata perchè per noi è stata un'esperienza nuova ed importante. Siamo riuscite a vedere Dar, la gente, la vita, gli incontri, la frenesia, il traffico.. la normalità.. da un punto di vista nostro. Che vuol dire? 
Vuol dire che ci siamo fatte mollare in un punto qualsiasi (e quindi per noi ignoto) della città e abbiamo cominciato a vagare. Può sembrare una cosa stupida, ma è stato veramente illuminante..nel senso che la nostra visione dell'Africa si è accesa di una luce diversa. E' la vita. Nel senso vero.
Ci perdiamo in fronzoli.. il concetto è che camminare a caso per una città, senza meta, senza orari, senza appuntamenti, senza orientamento, ma con il solo desiderio di vivere il momento, è una cosa che innanzi tutto non ci capita mai e poi è arricchente al cento per cento.
La sosta su una panchina sul lungo mare a ridere guardando frenetici granchietti assai stupidi è stata la ciliegina sulla torta!
Dopo un'immersione nel frenetico mondo dei mercatini e dei venditori assillanti.. tornare a casa in ape car, su e giù per marciapiedi e strade sterrate è stato fantastico!
E' proprio la visione dal basso che ci permette di vedere il mondo e la gente nella verità.

Buona notte, domani Morogoro ci aspetta
safari njema!

GiuFra

sabato 20 agosto 2011

Karibu Rafiki

Eccoci qui!
Il blog prende vita.. e noi con lui... e l'Africa con noi.(chissà cosa vuol dire sta frase..ma fa scena!)
A parte tutto, siamo felici di potervi comunicare qualcosa di quello che vediamo, viviamo, incontriamo...e perchè no amiamo.
Dar ci ha accolto, ma la stiamo già per lasciare. Lunedì comincia il nostro vero safari. La permanenza qui a Dar ci ha permesso di riprendere da dove avevamo lasciato.. questa è la sensazione che abbiamo: di non essercene mai andate o di essere ritornate a casa.
Possiamo dire che come intro va bene così.. anche se di cose da scriverne ne avremmo a bizzeffe. Ma non temete (anzi temete) non ci risparmieremo.. se la rete e la corrente ce lo permetteranno!!
..Usiku Mwema..
 GiuFra