domenica 18 settembre 2011

Mgega

Come sempre i villaggi non sono mai a portata di mano!
Venerdì mattina GiuFra è andata con Padre Ruben (un pazzo missionario molto in gamba) a Mgega, villaggio Masai a 45 Kilometri da Iringa ( 2 ore di macchina..vedi Boing-Boing).
Dopo questo viaggio che ci ha fatto giungere impolverate, con le chiappe a pezzi, ma con il cuore pronto.. l'accoglienza è stata splendida. Nel pezzo più selvaggio della strada Ruben, apparentemente senza motivo, ha cominciato a suonare il clacson. Improvvisamente dai fitti rovi è emersa una decina di persone; prevalentemente donne e bambini che stavano facendo legna. Nella loro bellezza indescrivibile e nella loro dignità palpabile, si sono avvicinati alla macchina e ci hanno salutati prendendoci le mani, facendo un inchino e mostrando un umile e sincero sorriso (con qualche dente mancante. Segno di importanza da adulti è togliersi un dente). Questa loro reverenzialità nei confronti dell'uomo bianco ci mette spesso in difficoltà. La nostra sensazione è che dovremmo essere noi a dire grazie, a sentirci ospitate e accolte..ed è così. Ma è come se loro non lo accettassero, ringraziano e sorridono con un'onestà e un affetto che ci sconvolge e commuove.
Il nostro scopo era far Messa e la Chiesa che ci ha ospitato era un insieme di lamiere bollenti con un tetto assai precario. Ma la Messa probabilmente è stata ben più intensa di una fatta in una Cattedrale.
Una volta fuori dalla "Chiesa", inizialmente con vergogna e timidezza poi sempre più intraprendenti, sono venuti a chiederci di fare delle foto. E' stato bello vedere che erano le donne ad avvicinarci con il desiderio di avere una foto con i propri figli. In tutto questo gli uomini non si sono visti (ma sono così belli che anche da lontano hanno sortito il loro effetto per gli occhi di GiuFra).
Il quel villaggio il caldo era davvero asfissiante e questo l'abbiamo sentito ancora di più quando Ruben ci ha spiegato che la fonte d'acqua più vicina era ad una trentina di kilometri. Anche la povertà era esplicità.. nell'abbigliamento essenziale (per non dire insufficiente), nelle capanne che dovrebbero fungere da case e in molte altre piccole cose. Ma quello che GiuFra ha visto nei loro occhi e nei loro sguardi era tutt'altro che povertà. Una ricchezza venuta da non si sa dove.

GiuFra




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