La giornata di ieri ha visto un nuovo incontro nella per niente sola vita di GiuFra.
- Non verrà specificata quale delle due entità di GiuFra ha vissuto questa esperienza per non violare i diritti della privacy-
GiuFra era intenta a far pipì, quando ad un tratto dai secchi accumulati sotto il lavabo, esce sfrecciando un simpatico topolino. Ci sarebbe da riflettere sia sul termine simpatico sia sul temine topolino!
GiuFra, presa da sgomento, guardava allibita Zigulì che faceva avanti e indietro come un isterico davanti alla porta. Voleva forse uscire?
Di sicuro GiuFra dalla sua posizione non poteva aprirgli l'uscio. Lui terrorizzato è tornato a nascondersi, dando così il tempo a GiuFra di scappare.
La parte più divertente della vicenda è avvenuta durante la cena: GiuFra dice - C'è un topo nel bagno!- le sisters, pur non conoscendo l'italiano hanno capito pensando che GiuFra con bagno volesse dire Panya. A quel punto le comiche! Hanno cominciato a chiedere con veemenza - L'hai uscciso, vero?!- alla risposta negativa stupore allucinato. GiuFra avrebbe dovuto uccidere Zigulì a sangue freddo..
A quel punto GiuFra con Sister Elena, la suora più coraggiosa, è corsa nel luogo del primo incontro per rintracciare il clandestino fuggitivo (sperando in realtà di non trovarlo per non assistere al suo massacro da parte di una dolce e carina suora apparentemente innocente).
Zigulì , per la fortuna di Giufra, ma soprattutto per la sua fortuna, era sparito!
GiuFra approfitta di questo racconto per presentarvi altri due amici.
Froggy: Specie. Boh.. similrana (anche se GiuFra è sempre meno convinta)
Come l'abbiamo conosciuta. Una notte di mezz'inverno GiuFra è stata disturbata da un flebile "Graa". -GiuFra sei stata tu?-No,Giufra, pensavo fossi stata tu!- (ancora non esisteva Ci a cui avremmo dato sicuramente la colpa!) Panico.
Al momento non l'abbiamo avvistata, GiuFra specchiandosi se n'è accorta la mattina dopo.
Di fianco allo specchio appeso al muro c'era una cosina bianca lunga massimo 1.5 cm. Lì appensa contro la legge di gravità, non si è più mossa da una settimana a questa parte. GiuFra sa che è viva solo perchè ogni tanto fa sentire la sua vocina (in realtà GiuFra si è imposta di credere che sia viva per non immaginare dove sia la cosa che fa quel rumore ogni notte).
Joeffry. Specie. Non identificata. Posizione. Zanzariera di GiuFra
Come l'abbiamo conosciuto. Joeffry era lì aggrappato comodamente con le sue lunghe e innumerevoli zampe e la corazza da armadillo.
La parte coraggiosa di GiuFra prende due bacinelle, una la mette sotto il deretano di Joeffry e con l'altra, con un gesto deciso, lo spinge dentro la prima e lo copre. Incapace di fare ciò che aveva fatto con Bessi (non vi abbiamo poi detto che fine ha fatto Bessi vero?...) porta fuori le bacinelle in pigiama (non vi abbiamo mai detto quanto freddo fa qui di notte) e senza farsi scoprire abbandona Joeffry alla sua libertà.
GiuFra
domenica 11 settembre 2011
sabato 10 settembre 2011
13 verticale: Ci.. Siamo Noi (sei lettere)
GiuFra oggi ha affrontato la bellissima, temutissima, difficilissima e sorprendentissima impresa: ha portato la macchina fotografica tra i bimbi. Panico!
Che bellezza.. è stato difficile districarsi tra occhi e manine curiose. Ogni bimbo voleva la sua foto, ma soprattutto voleva poi vederla. Voleva toccare la macchina fotografica, prenderla, riempirla di ditate unte, premere tutti quegli strani bottoncini.... e dire "mimi na giulia, mimi na francecsa!" :)
Ma ne è valsa assolutamente la pena. I risultati non sono troppo importanti, ma divertirsi, coccolarsi, sorridere con loro è stato magico. Forse ci vogliono bene. Noi li amiamo.
Il Nostro Sasso ha accolto Ci oggi. [Ci è la parte delirante di GiuFra (chi ci conosce entrambe osi solo immaginare)]
Bello lui.. piatto, liscio, grande, al sole, in alto, accogliente, isolato, ventilato (anca tropo), con una vista spaziale! Stare lassù permette di sentirsi in mezzo all'Africa: si ha l'Africa sotto, l'Africa a fianco e soprattutto l'Africa sopra.. il cielo africano.
Stare lassù apre il cervello.. fa uscire tante emozioni e tanti propositi, ma fa anche entrare tanti pensieri, tante riflessioni. Il chè può portare GiuFra a sentirsi sempre più Ci.
Stare lassù è pace.. è libertà.. è equilibrio.
Stare lassù è stare lassù.
GiuFra & Ci
Che bellezza.. è stato difficile districarsi tra occhi e manine curiose. Ogni bimbo voleva la sua foto, ma soprattutto voleva poi vederla. Voleva toccare la macchina fotografica, prenderla, riempirla di ditate unte, premere tutti quegli strani bottoncini.... e dire "mimi na giulia, mimi na francecsa!" :)
Ma ne è valsa assolutamente la pena. I risultati non sono troppo importanti, ma divertirsi, coccolarsi, sorridere con loro è stato magico. Forse ci vogliono bene. Noi li amiamo.
Il Nostro Sasso ha accolto Ci oggi. [Ci è la parte delirante di GiuFra (chi ci conosce entrambe osi solo immaginare)]
Bello lui.. piatto, liscio, grande, al sole, in alto, accogliente, isolato, ventilato (anca tropo), con una vista spaziale! Stare lassù permette di sentirsi in mezzo all'Africa: si ha l'Africa sotto, l'Africa a fianco e soprattutto l'Africa sopra.. il cielo africano.
Stare lassù apre il cervello.. fa uscire tante emozioni e tanti propositi, ma fa anche entrare tanti pensieri, tante riflessioni. Il chè può portare GiuFra a sentirsi sempre più Ci.
Stare lassù è pace.. è libertà.. è equilibrio.
Stare lassù è stare lassù.
GiuFra & Ci
Nove Pensierini
GiuFra saluta.
GiuFra ha preso un po' di sole (si capisce quale delle sue due personalità ne ha preso di più).
GiuFra non è tutta dritta oggi.
GiuFra non ha dormito.
GiuFra ha sete.
GiuFra ha mangiato della cioccolata quasi vera.
GiuFra loading.
GiuFra è chiusa in una zanzariera.
GiuFra è felice.
GiuFra ha preso un po' di sole (si capisce quale delle sue due personalità ne ha preso di più).
GiuFra non è tutta dritta oggi.
GiuFra non ha dormito.
GiuFra ha sete.
GiuFra ha mangiato della cioccolata quasi vera.
GiuFra loading.
GiuFra è chiusa in una zanzariera.
GiuFra è felice.
giovedì 8 settembre 2011
Watoto Yatima, Tosamaganga
Il Viaggiatore
Il sole ha voluto salutarci quando ha capito che stavamo abbandonando la savana. Lungo le impervie strade che portano fuori dai labirinti di rovi che ci hanno fatto da casa per una settimana..abbiamo assistito ad una splendida alba. L'immensa palla rossa, che di solito vedavamo tuffarsi all'orizzonte con una fretta simile a quella di chi è stanco e vuole andare a riposare, è sbucata quasi desiderosa di illuminare tutto..compreso il nostro viaggio!
Un viaggio senza dubbio tortuoso e rimbalzoso: l'unica strada che collega Dodoma (la capitale) e Iringa (una tra le città più grandi del Tanzania) è sterrata e a dir poco avventurosa. Ci sono progetti cinesi che prevedono nei prossimi anni l'asfaltamento (...).
Le nostre chiappe ne hanno risentito, ma i nostri cuori si sono riempiti fino all'orlo all'arrivo allo Yatima di Tosamaganga (Iringa).
Gli splendidi paesaggi che abbiamo attraversato ci avevano fatto scordare dove stavamo andando, ma appena abbiamo imboccato la stradina dell'Albero Sacro.. il battito cardiaco di GiuFra è accelerato. Entrare dal cancello dell'orfanotrofio è stata un'emozione bellissima e vedere i bimbi giocare e correrci incontro ci ha fatto veramente capire di essere arrivate nel posto giusto. Giusto per GiuFra.
A GiuFra girava la testa in modo impressionante... si deve ancora capire se la causa fosse il lungo viaggio o l'emozione di aver rivisto i suoi bimbi. Forse entrambe le cose. Fatto stà che la prima notte allo Yatima è stata passata quasi in bianco.
Non sappiamo ancora se i bambini ci abbiano riconosciuto e forse non lo sapremo mai, ma il modo in cui alcuni di loro ci hanno guardato, abbracciato e accolto ce l'ha fatto credere. Non abbiamo dovuto ricominciare tutto daccapo per conquistare la loro fiducia, ma è sembrato quasi di riprendere alcuni rapporti speciali lì da dove li avevamo lasciati l'anno scorso.
Ci sentiamo a casa. E' come se dentro avessimo una felicità completa.
GiuFra
Il sole ha voluto salutarci quando ha capito che stavamo abbandonando la savana. Lungo le impervie strade che portano fuori dai labirinti di rovi che ci hanno fatto da casa per una settimana..abbiamo assistito ad una splendida alba. L'immensa palla rossa, che di solito vedavamo tuffarsi all'orizzonte con una fretta simile a quella di chi è stanco e vuole andare a riposare, è sbucata quasi desiderosa di illuminare tutto..compreso il nostro viaggio!
Un viaggio senza dubbio tortuoso e rimbalzoso: l'unica strada che collega Dodoma (la capitale) e Iringa (una tra le città più grandi del Tanzania) è sterrata e a dir poco avventurosa. Ci sono progetti cinesi che prevedono nei prossimi anni l'asfaltamento (...).
Le nostre chiappe ne hanno risentito, ma i nostri cuori si sono riempiti fino all'orlo all'arrivo allo Yatima di Tosamaganga (Iringa).
Gli splendidi paesaggi che abbiamo attraversato ci avevano fatto scordare dove stavamo andando, ma appena abbiamo imboccato la stradina dell'Albero Sacro.. il battito cardiaco di GiuFra è accelerato. Entrare dal cancello dell'orfanotrofio è stata un'emozione bellissima e vedere i bimbi giocare e correrci incontro ci ha fatto veramente capire di essere arrivate nel posto giusto. Giusto per GiuFra.
A GiuFra girava la testa in modo impressionante... si deve ancora capire se la causa fosse il lungo viaggio o l'emozione di aver rivisto i suoi bimbi. Forse entrambe le cose. Fatto stà che la prima notte allo Yatima è stata passata quasi in bianco.
Non sappiamo ancora se i bambini ci abbiano riconosciuto e forse non lo sapremo mai, ma il modo in cui alcuni di loro ci hanno guardato, abbracciato e accolto ce l'ha fatto credere. Non abbiamo dovuto ricominciare tutto daccapo per conquistare la loro fiducia, ma è sembrato quasi di riprendere alcuni rapporti speciali lì da dove li avevamo lasciati l'anno scorso.
Ci sentiamo a casa. E' come se dentro avessimo una felicità completa.
GiuFra
Beee..ero un capretto
Beeenjamin era un capretto.
Heidi un giorno l'aveva salutato. Lui però non le ha fatto ciao! Qesta è stata la sua condanna!
Mercoledì scorso Padre Saverio entrava nella stanza di GiuFra e domanda: " A voi piace cucinare? Ne siete capaci?". GiuFra convinta che volesse una spaghettata in allegria, sicura di sè e un po' spavalda rispondeva: " Certo!"
- La lettura è consigliata ad un pubblico adulto non sensibile al macabro -
Da quel momento la sorte di Beeenjamin era già segnata, GiuFra lo stava per scoprire.
Come ci si immagina una tranquilla domenica pomeriggio? GiuFra ha scoperto che non tutte le domeniche pomeriggio sono uguali!
Domenica 4 settembre ancora meno uguale delle altre: tutto cominciava alle 15.00 (e il cielo si oscurò), nel piccolo chiuso e fumoso cucinino della missione.
La stufa accesa, rovente, fumante e quasi viva ha accolto un tagliere, un coltello, un machete e GiuFra, la quale istruita con molta difficoltà da Devota, la cuoca, iniziava il suo sporco lavoro (ma qualcuno doveva pur farlo): tagliare a pezzi Il Capretto.
In una bacinella rossa (ci chiediamo se in origine fosse così) c'erano dei rozzi pezzi di animale appena squoiato... dal cervello alla coda.
All'inizio GiuFra era timorosa, impedita, un po' schifata e soprattutto cauta. Al primo osso però, quando si fece necessario l'uso del machete, la macellaia che è in lei si mostrò. Un pezzo dopo l'altro Beeenjamin fu pronto per la festa della sera.
Il cucinino e GiuFra nella sua totalità, verso le sei, erano cosparsi di:
- sangue
- budella
- frammenti d'osso
- peli animaleschi
- riso
- pomodoro
- cipolla
- polli (vivi)
- carote
- buccia di patate
- dita grattuggiate
- un sottile strato di fumo a condire il tutto!
Potrebbe non sembrare, ma il bilancio del pomeriggio è assolutamente positivo. E' stato bello condividere delle ore nell'abitudinario delle cuoche, cercare di capirsi con loro e quindi di aiutarsi. L'imbarazzo iniziale a fine gioranta si è trasformato in reciproci ringraziamenti e in chiacchiere e risate.
Alle 19.00, GiuFra fu lasciata andare a prepararsi per la festa. Felice e desiderosa di levarsi lo trato sopre descritto, arrivava in stanza baldanzosa. Aperto il rubinetto... lo sgomento!
Non c'era acqua!
Panico!
Puzza!
Schifo!
Incapacità (o impossibilità) di fare null'altro!
Salvata a 10 minuti dalla festa GiuFra riusciva a lavarsi e ad arrivare alla cena perlomeno presentabile!
La festa è stato un momento importante e divertente, le occasioni da festeggiare erano svariate. La partenza del "prof" per l'univeristà di Dar, grazie alla borsa di studio vinta, la fine dei lavori a Mapera per la pompa dell'acqua e la partenza del "pittore" e di GiuFra.
Il banchetto è stato gradito da tutti i commensali. Il piatto comprendeva : riso bianco, riso pilao, capretto bollito e capretto alla brace, patate al sugo e birra!
Buon Appetito! ...anche a te Beeenjamin...
GiuFra
Heidi un giorno l'aveva salutato. Lui però non le ha fatto ciao! Qesta è stata la sua condanna!
Mercoledì scorso Padre Saverio entrava nella stanza di GiuFra e domanda: " A voi piace cucinare? Ne siete capaci?". GiuFra convinta che volesse una spaghettata in allegria, sicura di sè e un po' spavalda rispondeva: " Certo!"
- La lettura è consigliata ad un pubblico adulto non sensibile al macabro -
Da quel momento la sorte di Beeenjamin era già segnata, GiuFra lo stava per scoprire.
Come ci si immagina una tranquilla domenica pomeriggio? GiuFra ha scoperto che non tutte le domeniche pomeriggio sono uguali!
Domenica 4 settembre ancora meno uguale delle altre: tutto cominciava alle 15.00 (e il cielo si oscurò), nel piccolo chiuso e fumoso cucinino della missione.
La stufa accesa, rovente, fumante e quasi viva ha accolto un tagliere, un coltello, un machete e GiuFra, la quale istruita con molta difficoltà da Devota, la cuoca, iniziava il suo sporco lavoro (ma qualcuno doveva pur farlo): tagliare a pezzi Il Capretto.
In una bacinella rossa (ci chiediamo se in origine fosse così) c'erano dei rozzi pezzi di animale appena squoiato... dal cervello alla coda.
All'inizio GiuFra era timorosa, impedita, un po' schifata e soprattutto cauta. Al primo osso però, quando si fece necessario l'uso del machete, la macellaia che è in lei si mostrò. Un pezzo dopo l'altro Beeenjamin fu pronto per la festa della sera.
Il cucinino e GiuFra nella sua totalità, verso le sei, erano cosparsi di:
- sangue
- budella
- frammenti d'osso
- peli animaleschi
- riso
- pomodoro
- cipolla
- polli (vivi)
- carote
- buccia di patate
- dita grattuggiate
- un sottile strato di fumo a condire il tutto!
Potrebbe non sembrare, ma il bilancio del pomeriggio è assolutamente positivo. E' stato bello condividere delle ore nell'abitudinario delle cuoche, cercare di capirsi con loro e quindi di aiutarsi. L'imbarazzo iniziale a fine gioranta si è trasformato in reciproci ringraziamenti e in chiacchiere e risate.
Alle 19.00, GiuFra fu lasciata andare a prepararsi per la festa. Felice e desiderosa di levarsi lo trato sopre descritto, arrivava in stanza baldanzosa. Aperto il rubinetto... lo sgomento!
Non c'era acqua!
Panico!
Puzza!
Schifo!
Incapacità (o impossibilità) di fare null'altro!
Salvata a 10 minuti dalla festa GiuFra riusciva a lavarsi e ad arrivare alla cena perlomeno presentabile!
La festa è stato un momento importante e divertente, le occasioni da festeggiare erano svariate. La partenza del "prof" per l'univeristà di Dar, grazie alla borsa di studio vinta, la fine dei lavori a Mapera per la pompa dell'acqua e la partenza del "pittore" e di GiuFra.
Il banchetto è stato gradito da tutti i commensali. Il piatto comprendeva : riso bianco, riso pilao, capretto bollito e capretto alla brace, patate al sugo e birra!
Buon Appetito! ...anche a te Beeenjamin...
GiuFra
venerdì 2 settembre 2011
I nuovi amici di GiuFra
Bruno, Clelia, Cinzia, Arturo e Gertrude, Bessi, Nessi e Terminetor...
Vi presentiamo i nosti amici!
Uno alla volta.
Terminetor. Specie: non determinata. Decesso: 1 settembre 2011, ore 9.00 am.
Come l'abbiamo conosciuto. Passeggiava allegramente tra una ciabatta e un tappetino, GiuFra ha avvistato il nero individuo e con agressiva determinazione gli ha spiattellato sopra una ciabatta. Convinta della sua prematura morte, ha sollevato l'arma del delitto, ma Egli a ripreso a passeggiare allegramente come se nulla fosse successo. GiuFra insiste e con la medesima ciabatta lo spiaccica con maggiore forza. Sicura di se e della sua superiorità di essere umano solleva la suddetta. Terminetor, il suo aspetto e la sua vitalità erano invariati. GiuFra decide di infilare il piede nella suddetta ciabatta per "appoggiare" sul nemico anche i suoi leggeri chili. Togliendo accuratamente il piede, la triste verità: l'aspetto era un pò mutato ma la vitalità no. Inorgoglita e arrabbiata per l'apparente vincita di un esserino lungo 2 cm, GiuFra cambia arma, afferra un'altra ciabatta e comincia a percuotere ripetutamente e con violenza l'esserino che pian piano, molto piano, scrocchiando, esalava gli ultimi respiri.
Bessi. Specie: Blatta da compagnia (speriamo). Decesso: non ancora avvenuto (temiamo)
Come l'abbiamo conosciuta. Prendavamo possesso della nostra stanza per la prima volta e lei era lì ad aspettarci. Di dimensioni notevoli e nera come la pece, se ne stava immobile sotto al tavolo. Numerosi furono i progetti per incastrarla sotto una bacinella, ma Bessi e sempre più veloce di GiuFra. Ogni volta che usciamo dalla stanza e rientriamo la troviamo in un punto diverso. Ormai è quasi diventata parte della compagnia, infatti viene salutata ad ogni spostamento di GiuFra. L'armadio è diventato il suo riparo quando non ci sopporta più.
Ultimo avvistamento: 32 ore fa (cominciamo a temere per la sua salute o la sua dipartita). Se avete notizie affrettatevi a contattarci.
Nessi. Specie: Blatta ? Blatta invecchiata ? ..mah. Parentele: Cugina di Bessi. Decesso: vedi sopra.
Come l'abbiamo conosciuta. Una sera entrando in stanza accesa la luce GiuFra avvista sul muro quella che apparentemente poteva sembrare Bessi, ma che aveva un colore assai diverso: era gialla!
Avvistata una seconda volta in compagnia della cugina (forse andavano ad una festa dietro l'armadio), non si è fatta più vedere. Coma etilico?!
Arturo e Gertrude. Specie: Tacchino e Tacchina (o Faraona). Decesso: probabilmente a breve.
Come li abbiamo conosciuti. (Sound of Tacchin) La loro gutturale e fastidiosa voce svegliò GiuFra la prima mattina di permaneza ad Heka. Inoltratasi nella zona faunistica dei terreni missionari, GiuFra scorge marito e moglie tacch che litigavano animatamente (per un buco nel secchio..chi ha orecchie per intendere intenda!). Lei, sprota e vecchia, appollaiata sopra la trave di una porta e Lui, sotto, che andava avanti e indietro rispondendole a tono (fastidioso). Alla fine, stizzito e spazientito, Arturo se n'è andato; Gertrude, moglie fastidiosa ma innamorata, ha tentato supplichevolmente di richiamarlo..ma lui nisba. Una scena memorabile! Speriamo che prima dell'inevitabile cottura facciano pace.
Cinzia. Specie: Giraffa. Avvistamento: Mikumi National Park, 27 agosto 2011.
Come l'abbiamo conosciuta. Cinzia ondeggiava soavemente, come solo lei sa fare, con la sua solita flemma, piluccando qua e là delle fresche foglioline da un albero o da un altro. L'amicizia fra GiuFra e Cinzia nacque grazie ad un obbiettivo di una macchina-superpofetional-fotografica (grazie genitori Da Re) : GiuFra si apprestava a fotografare un gruppo di giraffe e Cinzia , spinta dalla sua vanità fissa i suoi dolci e grandi occhi nel suddetto obiettivo, stende le orecchie ( "con una orecchia in su e l'altra orecchia in giù "-ndr-) e sorride. Mentre il Pick Up ci allontanava a malincuore da lei, il suo sguardo ci seguiva malinconico.
Clelia. Specie: Uccello pettegolo. Avvistamento: Mikumi National Park, 27 agosto 2011.
Come l'abbiamo conosciuta. I nostri timpani sono stati perforati e disturbati dalla sua arroganza. Il suo cinguettio continuo ha seguito GiuFra e il suo Pick Up per lungo tempo; fino a che il rischio di investimento (probabilmente volontario) ha fatto nascere un' improbabile amicizia. La conoscenza di Clelia ha permesso a GiuFra di scoprire un sacco di GOSSIPS sulla vita segreta degli abitanti del parco.
The last but not the least.
Bruno (da pronunciare con tono Grave). Specie: Bufalo. Avvistamento: Mikumi National Park, 27 agosto 2011.
Come l'abbiamo conosciuto.L'abbiamo lasciato per ultimo nonostante sia il primo che abbiamo conosciuto, perchè Bruno sta nel cuore di GiuFra più di tutti gli altri. Ruminava pacatamente sul ciglio della strada, il suo pasto. Per nulla disturbato dal Pick Up, alza l'enigmatico sguardo verso GiuFra e il suo super-mega-zoom. Fu Amore a prima vista, non c'è niente da fare. La tristezza fu quella di una separazione veloce e dolorosa, a causa della fretta dell'autista; ma il suo ricordo e le sue corna ci hanno accompagnate e ci accompagneranno sempre. Sappiamo che anche a Bruno GiuFra è rimasta nel cuore.
Vi presentiamo i nosti amici!
Uno alla volta.
Terminetor. Specie: non determinata. Decesso: 1 settembre 2011, ore 9.00 am.
Come l'abbiamo conosciuto. Passeggiava allegramente tra una ciabatta e un tappetino, GiuFra ha avvistato il nero individuo e con agressiva determinazione gli ha spiattellato sopra una ciabatta. Convinta della sua prematura morte, ha sollevato l'arma del delitto, ma Egli a ripreso a passeggiare allegramente come se nulla fosse successo. GiuFra insiste e con la medesima ciabatta lo spiaccica con maggiore forza. Sicura di se e della sua superiorità di essere umano solleva la suddetta. Terminetor, il suo aspetto e la sua vitalità erano invariati. GiuFra decide di infilare il piede nella suddetta ciabatta per "appoggiare" sul nemico anche i suoi leggeri chili. Togliendo accuratamente il piede, la triste verità: l'aspetto era un pò mutato ma la vitalità no. Inorgoglita e arrabbiata per l'apparente vincita di un esserino lungo 2 cm, GiuFra cambia arma, afferra un'altra ciabatta e comincia a percuotere ripetutamente e con violenza l'esserino che pian piano, molto piano, scrocchiando, esalava gli ultimi respiri.
Bessi. Specie: Blatta da compagnia (speriamo). Decesso: non ancora avvenuto (temiamo)
Come l'abbiamo conosciuta. Prendavamo possesso della nostra stanza per la prima volta e lei era lì ad aspettarci. Di dimensioni notevoli e nera come la pece, se ne stava immobile sotto al tavolo. Numerosi furono i progetti per incastrarla sotto una bacinella, ma Bessi e sempre più veloce di GiuFra. Ogni volta che usciamo dalla stanza e rientriamo la troviamo in un punto diverso. Ormai è quasi diventata parte della compagnia, infatti viene salutata ad ogni spostamento di GiuFra. L'armadio è diventato il suo riparo quando non ci sopporta più.
Ultimo avvistamento: 32 ore fa (cominciamo a temere per la sua salute o la sua dipartita). Se avete notizie affrettatevi a contattarci.
Nessi. Specie: Blatta ? Blatta invecchiata ? ..mah. Parentele: Cugina di Bessi. Decesso: vedi sopra.
Come l'abbiamo conosciuta. Una sera entrando in stanza accesa la luce GiuFra avvista sul muro quella che apparentemente poteva sembrare Bessi, ma che aveva un colore assai diverso: era gialla!
Avvistata una seconda volta in compagnia della cugina (forse andavano ad una festa dietro l'armadio), non si è fatta più vedere. Coma etilico?!
Arturo e Gertrude. Specie: Tacchino e Tacchina (o Faraona). Decesso: probabilmente a breve.
Come li abbiamo conosciuti. (Sound of Tacchin) La loro gutturale e fastidiosa voce svegliò GiuFra la prima mattina di permaneza ad Heka. Inoltratasi nella zona faunistica dei terreni missionari, GiuFra scorge marito e moglie tacch che litigavano animatamente (per un buco nel secchio..chi ha orecchie per intendere intenda!). Lei, sprota e vecchia, appollaiata sopra la trave di una porta e Lui, sotto, che andava avanti e indietro rispondendole a tono (fastidioso). Alla fine, stizzito e spazientito, Arturo se n'è andato; Gertrude, moglie fastidiosa ma innamorata, ha tentato supplichevolmente di richiamarlo..ma lui nisba. Una scena memorabile! Speriamo che prima dell'inevitabile cottura facciano pace.
Cinzia. Specie: Giraffa. Avvistamento: Mikumi National Park, 27 agosto 2011.
Come l'abbiamo conosciuta. Cinzia ondeggiava soavemente, come solo lei sa fare, con la sua solita flemma, piluccando qua e là delle fresche foglioline da un albero o da un altro. L'amicizia fra GiuFra e Cinzia nacque grazie ad un obbiettivo di una macchina-superpofetional-fotografica (grazie genitori Da Re) : GiuFra si apprestava a fotografare un gruppo di giraffe e Cinzia , spinta dalla sua vanità fissa i suoi dolci e grandi occhi nel suddetto obiettivo, stende le orecchie ( "con una orecchia in su e l'altra orecchia in giù "-ndr-) e sorride. Mentre il Pick Up ci allontanava a malincuore da lei, il suo sguardo ci seguiva malinconico.
Clelia. Specie: Uccello pettegolo. Avvistamento: Mikumi National Park, 27 agosto 2011.
Come l'abbiamo conosciuta. I nostri timpani sono stati perforati e disturbati dalla sua arroganza. Il suo cinguettio continuo ha seguito GiuFra e il suo Pick Up per lungo tempo; fino a che il rischio di investimento (probabilmente volontario) ha fatto nascere un' improbabile amicizia. La conoscenza di Clelia ha permesso a GiuFra di scoprire un sacco di GOSSIPS sulla vita segreta degli abitanti del parco.
The last but not the least.
Bruno (da pronunciare con tono Grave). Specie: Bufalo. Avvistamento: Mikumi National Park, 27 agosto 2011.
Come l'abbiamo conosciuto.L'abbiamo lasciato per ultimo nonostante sia il primo che abbiamo conosciuto, perchè Bruno sta nel cuore di GiuFra più di tutti gli altri. Ruminava pacatamente sul ciglio della strada, il suo pasto. Per nulla disturbato dal Pick Up, alza l'enigmatico sguardo verso GiuFra e il suo super-mega-zoom. Fu Amore a prima vista, non c'è niente da fare. La tristezza fu quella di una separazione veloce e dolorosa, a causa della fretta dell'autista; ma il suo ricordo e le sue corna ci hanno accompagnate e ci accompagneranno sempre. Sappiamo che anche a Bruno GiuFra è rimasta nel cuore.
giovedì 1 settembre 2011
Acqua, l'oro della savana
L'acqua. Il centro di questi luoghi. E' un bene così raro da essere il fulcro dei pensieri e delle giornate di ogni individuo.
L'altro giorno GiuFra è andata nell'unica fonte naturale presente su questo vastissimo territorio: un laghetto la cui abbondanza muta a seconda dei capricci delle stagioni. Quell'acqua, pur non potendo essere considerata da noi potabile, viene usata per animali e persone (cucina, lavaggio e anche dissetamento). Andare in quel luogo è stato molto bello, ma allo stesso tempo ci siamo sentite estremamente fuori posto; per loro infatti quello è un luogo di vita, nel vero senso della parola. E' anche un punto di incontro di persone da villaggi diversi. Ci sono bimbi che giocano e scherzano nell'attendere il loro turno, donne che chiaccherano lavando i panni, uomini che si aiutano l'un l'altro nel passarsi le taniche e nel riempirle. Dopo tutto questo c'è la fatica di riportare l'acqua nella propria casa, percorrendo strade polverose a piedi o in bicicletta. Nella sfortuna oggettiva la maggior parte di queste persone si considerano fortunate perchè ce ne sono altre che hanno distanze molto ma molto più lunghe da percorrere per raggiungere la fonte d'acqua più vicina. Ad esempio oggi GiuFra è stata in un villaggio (Ipululu) dal quale ogni giorno i pastori partono con le loro mandrie di vacche o capre per portarle a bere: ci mettono 5 ore ad andare e 5 a tornare. La giornata praticamente.
Ovviamente l'acqua diventa l'argomento principe di conversazione quando incontriamo maestri o capi villaggio durante le nostre visite. Vedendo due wazungu la prima cosa che viene loro in mente è chiedere aiuto per la loro necessità più impellente.
GiuFra
L'altro giorno GiuFra è andata nell'unica fonte naturale presente su questo vastissimo territorio: un laghetto la cui abbondanza muta a seconda dei capricci delle stagioni. Quell'acqua, pur non potendo essere considerata da noi potabile, viene usata per animali e persone (cucina, lavaggio e anche dissetamento). Andare in quel luogo è stato molto bello, ma allo stesso tempo ci siamo sentite estremamente fuori posto; per loro infatti quello è un luogo di vita, nel vero senso della parola. E' anche un punto di incontro di persone da villaggi diversi. Ci sono bimbi che giocano e scherzano nell'attendere il loro turno, donne che chiaccherano lavando i panni, uomini che si aiutano l'un l'altro nel passarsi le taniche e nel riempirle. Dopo tutto questo c'è la fatica di riportare l'acqua nella propria casa, percorrendo strade polverose a piedi o in bicicletta. Nella sfortuna oggettiva la maggior parte di queste persone si considerano fortunate perchè ce ne sono altre che hanno distanze molto ma molto più lunghe da percorrere per raggiungere la fonte d'acqua più vicina. Ad esempio oggi GiuFra è stata in un villaggio (Ipululu) dal quale ogni giorno i pastori partono con le loro mandrie di vacche o capre per portarle a bere: ci mettono 5 ore ad andare e 5 a tornare. La giornata praticamente.
Ovviamente l'acqua diventa l'argomento principe di conversazione quando incontriamo maestri o capi villaggio durante le nostre visite. Vedendo due wazungu la prima cosa che viene loro in mente è chiedere aiuto per la loro necessità più impellente.
GiuFra
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